Nato a Bologna nell’Agosto del 1942, Stefano Benni è uno degli autori italiani più amati di sempre, conosciuto per la letteratura postmoderna, per la sua satira pungente, basata sulla realtà, e sempre al confine tra fiaba e romanzo, in luoghi dove gli animali parlano e gli uomini sognano.

Temi e riferimenti, da dove derivano le scelte stilistiche di Benni

Se avete già letto alcuni dei brevi romanzi di Benni avrete certamente notato che la maggior parte di esse prende atto all’interno di villaggi montani, isolati e impervi; questi sono simbolo di purezza, di libertà e di un ritorno ad una vita più semplice, dedicata alla natura. Inoltre, molti protagonisti sono bambini, spesso orfani, anch’essi simbolo di gioia, spensieratezza e purezza in contrasto con gli adulti, quasi sempre personaggi negativi, pieni di dubbi, rancore, violenza e aggressività.

Stefano Benni ha a cuore l’ambiente e promuove a piena voce la difesa del nostro pianeta dal consumismo e dall’inquinamento.

Fantasy con un pizzico di realismo

Nonostante le storie di Benni inizino sempre in paese, villaggi e città reali o verosimili, il racconto tende a spostarsi rapidamente verso luoghi ignoti, paradisiaci e fantastici, nascosti non lontano dalla residenza dei protagonisti. Benni ritiene che la magia sia intorno a noi, sempre parte della quotidianità, e che basti cercarla per capire dove si nasconde.

Dai nomi dati ai personaggi dal famoso autore si può sempre indovinare qualche caratteristica della loro personalità o facilmente capire a chi siano ispirati. Lo stesso vale per le città rappresentate e le tante citazioni che richiamano l’Italia anni ’90.

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